LINEE GUIDA PER PAPA’ 007: REGISTRAZIONI, SMS, WHATSAPP…

Registrare o non registrare, questo è il problema


In un mondo sempre più tech e in un Paese come il nostro, in cui il contenzioso tra ex è ormai la triste norma, capita molto spesso che per “documentare” o provare i comportamenti dell’altra parte, si ricorra alle registrazioni tramite smartphone o registratore classico.
Ma la domanda che spesso ci viene posta è:

Questo tipo di registrazioni (fatte solitamente all’insaputa dell’altro) sono utilizzabili in sede di giudizio?

Se si, come introdurli in ambito processuale?

Iniziamo ribadendo la liceità delle registrazioni effettuate di propria iniziativa, finalizzate a documentare delle conversazioni di cui si è protagonisti.

Affinché tali registrazioni siano considerate lecite e utilizzabili come prove in un processo civile o penale, è necessario essere presenti e parte attiva della conversazione.
Fatta questa doverosa premessa, si evidenzia che per utilizzare dette registrazioni all’interno del processo, è necessario depositare la registrazione su un supporto magnetico, e chiedere al Giudice di nominare un Consulente che provveda alla trascrizione della registrazione.

Relativamente all’utilizzabilità di sms o chat whatsapp come fonte di prova in giudizio, la Cassazione ha ormai stabilito in modo pacifico che queste possano essere utilizzate come mezzi di prova.
Giusto alcune sciocchine presuntuose, sono convinte del contrario e continuano incautamente a scrivere sms a ruota libera pensando di essere al sicuro.
Poverette…..