CASA CONIUGALE: ASSEGNAZIONE MA NELL’INTERESSE DI CHI?

Casa Coniugale: assegnazione nell’interesse del minore o espropriazione in favore della Ex Moglie?

Molti di Noi una volta avevano una casa di proprietà, acquistata con il nostro sudore.

Molti di Noi hanno avuto la sventura di separarsi e in quell’occasione hanno dovuto dire addio non solo alla propria serenità, e a buona parte del proprio stipendio mensile, ma anche alla propria casa.

Come sapete la legge prevede che, in caso di separazione con figli,  la casa familiare sebbene di proprietà dell’uomo debba rimanere nella disponibilità degli stessi, e di conseguenza delle Ex mogli.

Quale sarebbe la ratio di tale norma, che rappresenta a parer mio una vera e propria espropriazione in favore di terzi?

La ragione di tale disposizione di legge, sarebbe la necessità di “conservare ai figli lo stesso ambiente domestico goduto in costanza del matrimonio dei genitori”.

Capite facilmente che tale spiegazione è veramente insensata e soprattutto non sono mai stati dimostrati i danni che un minore potrebbe subire dal cambiare casa.

In estrema sintesi, il legislatore non si preoccupa di “conservare” la figura paterna per i figli, ma si preoccupa dello sconvolgimento che potrebbero subire cambiando casa. Riteniamo assurdo privare un uomo di una sua proprietà privata in nome di un pericolo che il minore potrebbe subire da un trasloco, perché di questo parliamo.

E’ ancor più assurdo è il fatto che in quella casa, poi, le nostre ex possano portarci a vivere magari l’amante con cui ci hanno tradito o la fiamma di turno.

Su tal punto alcuni Giudici “illuminati”, in ossequio al principio che la casa viene assegnata nell’interesse dei figli, ha previsto l’alternanza dei due genitori presso la ex casa coniugale, con il risultato che ambedue gli ex coniugi hanno dovuto trovarsi un’altra abitazione, con notevole aggravio di spese per tutti.

Personalmente non condivido tale soluzione,  poiché la situazione si potrebbe risolvere usando un minimo di ragionevolezza.

Si potrebbe infatti prevedere che, a seguito di separazione, la casa coniugale segua il titolo di proprietà, allorquando sia di proprietà esclusiva di uno dei due ex coniugi, o che ne venga disposta la vendita in caso di comproprietà

In tal caso si potrebbe disporre che il genitore non collocatario, contribuisca in percentuale alle spese necessarie alla locazione dell’immobile dove risiederanno i figli, in maniera prevalente.

E non diciamo tutto questo “pro domo nostra”😊

Avvocato Walter Buscema

Presidente Associazione Nessuno Tocchi Papà

 

 

3 thoughts on “CASA CONIUGALE: ASSEGNAZIONE MA NELL’INTERESSE DI CHI?”

  1. Sembrerebbe di logica una buona soluzione , purtroppo difficile da attuare nella realtà laddove la moglie esisterebbe per trasferirsi in una casa in locazione una casa di pari ” livello” di quella coniugale…….

    1. ….e chi dice che la exmoglie avrebbe diritto ad avere una casa di pari livello? ricordiamo che l’assegnazione della casa coniugale e’ nell’interesse dei figli. Se la exmoglie ha esigenze abitative superiori alle SUE possibilità economiche sarebbero problemi suoi.
      Queste proposte le formuleremo nelle opportune sedi, per renderle realtà, quanto prima…

  2. Condivido pienamente, d’altronde si tratta di un principio di ragionevolezza che la giurisprudenza dovrebbe far proprio, in virtù del fatto che allo stato la cosiddetta assegnazione della casa coniugale “nasconde” di fatto un vero e proprio esproprio sine die.
    E comunque, anche a voler tutelare il minore (?), in caso di comproprietà, quanto meno i giudici dovrebbero considerare quello che sarebbe il prezzo di mercato della casa qualora la si desse in locazione a terzi, e ingiungere al coniuge “fortunato” che resta in casa di corrispondere all’altro la metà di tale ipotetica somma. Ció al fine di alleviare, sia pure in parte, l’ulteriore esborso di danaro cui deve far fronte il coniuge non assegnatario per il fitto di una nuova abitazione.

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